Sempre facendo delle inferenze, in parte anche immaginando, in parte, soprattutto, cercando evidenze empiriche tali da non rendere troppo nebulosi i nostri discorsi.
Oggi il tema è quello di fine anno. Tema di conti e racconti.
Nel 2015 abbiamo cambiato due “case” ed il cielo è sempre rimasto lì; la terra, al solito, si è resa disponibile ad accogliere nostri nuovi passi. Anche quando erano gli ultimi… :'(
Anche gli animali vivono il tempo. Ed è cosa certa. Ma oggi ci chiediamo se essi abbiano schemi mentali associati alla misurazione del tempo. Per gli animali esistono le ore, i giorni, le settimane… come funziona la loro memoria rispetto alla percezione temporale?
Bastano domande semplici per mettere in evidenza quanto il nostro pensiero sugli animali possa essere spesso controverso e proiettivo.
Infatti, già solo per domandarsi se gli animali posseggono una misurazione del tempo bisogna precedentemente chiedersi di quale animale si stia parlando. Inoltre, per evitare risposte dal sapore tutto teorico, è necessario prendere in considerazione la quantità e qualità del tempo utilizzata dagli umani ad osservare l’animale (o il gruppo di animali) con l’obiettivo di analizzare i loro comportamenti secondo la variabile “tempo”. Come dire: qual’è la notizia oggi? Chi, come, quando?
La notizia è la seguente, ed è anche strabiliante quanto banale: per gli animali di cui mi prendo cura, io stessa sono “tempo”.
In che senso? Io non sono la loro “signora e sovrana”, abito mai indossato, ma sono la “variabile” più saliente del loro esistere. Sono per loro momenti non ritualizzati ed aperti all’esperienza dell’Altro. Da me non dipende la loro nutrizione, o il confort biologico, perché ricevono cure materiali anche in mia prolungata assenza. Quel che si modifica del loro tempo, ogni qual volta vado a trovarle, è la strutturazione di una “ritualità aperta”: i nostri incontri sono aperti all’interazione interspecifica (transpecifica?).
Al Paddock Paradise non ho ancora messo in atto dei rituali strutturati: per ora tutto può accadere, poi faremo degli aggiustamenti…
Infatti, se penso alla nozione di tempo e alle quattro nuove inquiline del Paddock Paradise sullo Stretto di Messina, posso solo limitarmi a raccontare quanto vedo.
Se negli altri luoghi in cui le quattro ragazze equidi hanno finora vissuto, i rituali di interazione erano abbastanza consolidati: libertà in campo, interazione da terra, soma… (non vogliamo svelarvi tutte le nostre risorse!). Qui, è tutto da immaginare, è un piacevole adattare procedure standar a nuove possibilità di movimento, di attività, di relazioni tra persone ed animali (7 asini, 2 ponies, 2 cavalli, ma anche 1 pecora, 1 cane, gatti…).
Osserviamo: Ulla and friends hanno passato ancora solo tre giorni fuori dal paddock di ambientamento, eppure ogni giorno, al calar del sole, si presentano puntualissime all’entrata del recinto per prendere le loro postazioni notturne, mangiare ed essere rinchiuse. E’ osservando il loro comportamento che abbiamo deciso di non lasciarle libere durante la notte nei circa tre ettari che avrebbero a disposizione. Sono state loro a scegliere di ritornare in una zona recintata che le separa dagli altri abitanti. Abitudini e rituali appresi nel corso di anni di vita da maneggio non si dimenticano in un solo mese.
Eppure, eppure… anche quando sono libere, con tanta terra a disposizione da esplorare e cibo brucare… Linda e Clementina scelgono di passare molto del loro tempo con me.
Senza volerlo i miei tempi sono diventati i loro. O è accaduto al contrario? ;)
Buon anno! O meglio: buona continuazione! :)